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Archivio mensileGiugno 2022

spazio alla rinascita

Il doposcuola come luogo di rinascita: vi presentiamo l’analisi del lavoro di Spazio Ginkgo realizzata da cinque studenti del secondo anno dello Iulm del gruppo ScopriMI

“Una parola forte, piena di luce, in grado di donarci speranza e sicurezza”

Negli ultimi anni si è parlato spesso di questo tema, tanto da diventare oggetto di ricerca per un progetto universitario IULM del corso di Sociologia del cambiamento.

Noi del gruppo Scopri(MI), cinque studenti al secondo anno, abbiamo scelto di analizzare uno dei luoghi di rinascita della città di Milano: Spazio Ginkgo.

 

Spazio Ginkgo è un’associazione­ di promozione sociale, la quale si occupa dei bisogni e dell’ascolto e delle famiglie attraverso diverse attività.

In particolare, abbiamo scelto di concentrarci sul doposcuola, rivolto agli alunni delle scuole medie e al primo biennio delle scuole superiori, il quale si basa sullo studio, sul gioco, sull’imparare il rispetto e il lavoro di squadra.

Lo Spazio è un luogo quasi nascosto, situato nel mezzanino della stazione ferroviaria di Porta Vittoria, ma la sua posizione racchiude metaforicamente la ragione della sua esistenza.

È sotterraneo, perciò, come le radici di un albero, cerca di dare dei punti di riferimento al territorio, pone le basi per la costruzione del futuro dei ragazzi partendo dall’educazione e dalla formazione.

 

Inoltre, è un viaggio, un percorso che intraprendono da soli (o in compagnia), alla ricerca della giusta destinazione, diversa per ciascuno di loro.

 

La parte più interessante di questa ricerca è stato il dialogo con i ragazzi: parole, discorsi, gesti, sguardi.

Gli adulti hanno ormai imparato a mascherarsi, gestire le emozioni, talvolta fingere, ma i bambini sono trasparenti, comunicano molto più di quanto pensano di fare.

 

I giovani partecipanti arrivano da realtà difficili della Zona 4 del Comune di Milano: alcuni hanno problemi economici, altri di integrazione, altri ancora problemi in famiglia.

Tutti hanno personalità e caratteri diversi. C’è chi tiene allo studio, per sé stesso o per i genitori, chi non sa bene perché si trova li, chi vuole solo divertirsi (e divertire gli altri) e chi cerca di calmarli.

Tuttavia, ciascuno di loro intrappola un potenziale che non vede l’ora di uscire. Sta all’educatore stimolarlo ma soprattutto insegnargli come gestirlo.

 

Le difficoltà di questi ragazzi cambiano il loro punto di vista, percepiscono determinate situazioni in modo diverso e si comportano di conseguenza.

Quello dell’educatore non è un lavoro facile perché i partecipanti sono tanti, ciascuno ha esigenze diverse, e immedesimarsi di continuo richiede molta flessibilità mentale. Bisogna imparare a guardare il mondo coi loro occhi, ma rispondere usando anche l’esperienza dell’adulto. Così si crea il mix perfetto tra creatività e rispetto, il quale porta ad un dialogo stabile tra il ragazzo e l’educatore.

 

Basta un pomeriggio, sedersi al banco con uno di loro, aiutarlo a fare i compiti o preparare un gioco insieme, e durante la strada per tornare a casa non farai altro che pensare ai suoi occhi che cercano di dirti grazie ma non sempre sanno come farlo.

Spazio Ginkgo è un luogo che ci ha affascinato fin da subito per la sua semplicità e per la sua missione.

Purtroppo, non sempre la comunità e le istituzioni si rendono conto dell’importanza del ruolo di queste associazioni, riponendo così poca fiducia o non contribuendo economicamente.

 

La scuola è uno dei punti critici nello sviluppo del bambino. Dovrebbe insegnarti a sbagliare, rimediare e riprovare, anche insieme ai propri compagni. Ciò serve a sviluppare un senso di comunità nel bambino, che cerca di fare del bene per sé stesso e per gli altri. Questo è un lavoro che richiede molta pazienza e nell’ambiente scolastico, secondo la nostra personale esperienza, spesso viene a mancare.

Ed è proprio qui, dove non arriva la scuola, che Spazio Ginkgo interviene a supporto.

Per questi motivi, Riconosciamo Spazio Ginkgo come fondamentale luogo di rinascita sociale di un territorio in difficoltà che mira a ripartire dai più piccoli.

 

 

Nella foto la gita del gruppo del doposcuola di via Montevelino al parco di Monza, una piccola avventura metropolitana, degna conclusione di un lungo anno di scuola, studio, impegno e fatica resa possibile anche grazie al sostegno di Fondazione di Comunità Onlus